
Per quanto la gente continui a sostenere che il paese sia una roccaforte "rossa", a livello politico Opera è già schierata da anni con il centrodestra.
Le ultime elezioni del 2006, in cui il centrosinistra acquistò la maggioranza per 24.000 voti, videro ad Opera il successo della coalizione dell'allora CdL con il 52-53 % circa dei votanti.
Discorso diametralmente opposto per le amministrative dove in quelle precedenti datate 2003, il centrosinistra operese trionfò con il 61 - 62 % contro un misero 31 % circa del centrodestra (allora diviso tra Polo e Lega).
Il ribaltamento totale dei risultati per l'amministrazione operese oggi credo siano dovuti a più fattori che, in ordine di importanza riassumo in quattro punti:
1) scelte politiche sbagliate della ex-maggioranza;
2) un'opposizione più concreta e determinata;
3) l'avvento delle elezioni politiche contestualmente con quelle amministrative;
4) l'unità territoriale del centrodestra.
1) Gli ultimi cinque anni della giunta Ramazzotti, di cui Borghi rappresentava un elemento di spicco, sono stati segnati da aspre critiche. Il campo nomadi, gli appartamenti in edilizia convenzionata di via Bozzini e Di Vittorio, la presa di posizione sulla vendita dello Sporting Mirasole, il cinema Eduardo, questi i quattro principali motivi della disfatta di un'amministrazione consolidata.
2) La costante presenza sul territorio ci ha premiati. Non siamo stati opposizione solo tra i banchi istituzionali, ma siamo stati vicini ai cittadini fisicamente, stando con loro e in mezzo a loro. Il campo rom è stato il caso più eclatante per tempi ed eco mediatico, ma non è stato l'unico caso. Molte altre sono state le manifestazioni effettuate in questi cinque anni tra raccolte firme ed assemblee.
3) Inutile nascondere il dato di fatto: la concomitanza delle amministrative con quelle politiche ci ha aiutato non poco. I cittadini operesi hanno potuto liberarsi sia di Prodi che di Ramazzotti in un colpo solo. Avevo sempre sostenuto ad amici e conoscenti che alle politiche avremmo dovuto oltrepassare il 55% sul territorio per sperare di vincere alle comunali e così è stato: il centrodestra unito, dall'UdC fino a Forza Nuova, ha ottenuto quasi il 56% dei consensi.
4) Per la prima volta il centrodestra operese si è presentato unito a queste elezioni e non c'è stata la solita frammentazione che ci condannava alla sconfitta ancor prima del voto. Essendo sotto i 15 mila abitanti infatti Opera non gode del secondo turno per il ballottaggio e quindi alleanze successive non sarebbero mai potute nascere. A chi ci contesta la presenza dell'UdC, che a livello nazionale ha corso da sola, faccio presente che i rapporti di collaborazione tra le segreterie cittadine cominciarono ben prima il divorzio tra Berlusconi e Casini. E' la coerenza per il lavoro svolto nel tempo che ci ha spinto a continuare insieme questa avventura.
Un'ultima considerazione: nei giorni successivi al risultato delle elezioni ho letto dichiarazioni di Borghi che parlano di un recupero del centrosinistra cittadino di circa 700 voti rispetto ai risutati politici.
Quanto sostiene non corrisponde a verità ed ora vi spiego il perchè: la lista "Insieme per Opera" guidata da Albano era chiaramente espressione del centrodestra per quanto abbia provato ad estranearsi dalle logiche di partito. Per questo motivo tutti i dissidenti della nostra coalizione, ma comunque elettori di centrodestra alle politiche, hanno preferito votare la lista civica.
Nessuno quindi ha preferito votare centrosinistra dando il proprio voto disgiunto tra politiche ed amministrative. E questa la dice lunga sulla fiducia degli operesi nei confronti della lista presentata sotto l'insegna di "Borghi Sindaco".



Oggi come allora mi candido con l’unico scopo di migliorare Opera. Da ventottenne posso dedicarmi alle giovani generazioni, reale futuro del nostro paese ed in particolare:
