martedì 5 agosto 2008

AIUTARE LE FAMIGLIE E' DI DESTRA. FOTTERE I PRECARI, ANCHE.

Ricevo e pubblico:
LO SCHERZO DI SILVIO - "Facciamo una politica di sinistra". A dirlo non è la sinistra, che di per sé con una tale affermazione godrebbe della prima pagina dei giornali per almeno una settimana. A dire questa frase è "il Premier", ai più noto come Silvio Berlusconi. Affermazione la sua, che ha fatto letteralmente infuriare mezzo arco parlamentare e non solo. Si sono incazzati i comunisti o post comunisti, o ciò che in ogni caso di loro resta: non tanto per la stoccata del Cavaliere, quanto per la certezza che loro al Governo, di sinistra non hanno fatto un fico secco. E tra rimorsi e rimpianti, oggi figli e figliastri del professore non riescono proprio a darsi pace. A dimostrazione di questa mia banalità, ricordo che sono sempre disponibili tramite il Ministero degli Interni, i risultati elettorali delle ultime elezioni politiche. Buon divertimento. Però ad essersi divertito più di tutti, come al solito, è stato ancora una volta lui: Berlusconi. Perché? Provate ad immaginarvi cos'ha pensato il Cavaliere un secondo dopo aver detto quella frase. Provate ad immaginarvi il godimento che deve aver provato, conscio d'aver fatto esplodere l'ennesimo "pacco" dentro il centrosinistra. Perché è vero sì, che per loro Silvio è e resterà sempre l'acerrimo nemico: ma è anche vero che dietro a quella convinta frase del Presidente del Consiglio, si nascondeva il parassitario senso di colpa della sinistra. E colpiti nel loro intimo su temi come la difesa dell'individuio delle minoranze, degli oppressi e dei derelitti (purché siano tutti quanti possibili elettori), ecco che si consuma per l'ennesima volta lo scontro a sinistra. Forse sarà stato anche vero che un tempo s'erano tanto amati: o forse si trattava di una favola, di quelle che iniziano sempre con "C'era una volta".
MA QUALE POLITICA DI SINISTRA? QUESTA E' DESTRA - Sgombriamo ogni equivoco. Il Cavaliere l'ha sparata, speriamo per dispetto. Perché l'avesse sparata per convinzione, sarebbe un dramma. Sarebbe un dramma poiché, dopo quindici anni dalla sua discesa in campo, non saprebbe che alla sua destra (dentro e fuori il Parlamento) c'è qualcuno (non pochi per la verità) che lotta quotidianamente per la difesa della famiglia, che conosce la solidarietà e che si schiera dalla parte dei deboli senza chieder loro il voto. Perché la difesa, l'aiuto, la tutela di chi è svantaggiato, non è carta straccia scritta su un programma: per taluni a destra, è quasi una missione. Un caposaldo. Un fondamento religioso, qualcosa certamente al di sopra di un paradigma ideologico. Si dimostra quindi che a destra esiste e vive una componente politica che Berlusconi spesso dimentica, che volontariamente ignora, forse con la complicità di coloro i quali dovrebbero di tanto in tanto fargli pesare lo scotto di scelte morali e sociali che devono essere prese. Che devono essere prese in un Paese civile. Il sostegno alla società, dalla gioventù che cresce per passare alle giovani coppie, dal concetto comunitario di famiglia a quello più individuale di lavoratore, dal sostegno alla donna non come individuo emancipato ma quale persona viva, attiva, creativa e fondamentale, sino agli anziani intesi come patrimonio della cultura e delle tradizioni popolari. Ecco chi dovrebbe tutelare la destra: ecco chi, la destra avrebbe dovuto tutelare. Come? Agendo sui servizi sociali, sulle politiche del lavoro, sulla scuola, sulla sanità etc, etc, etc... Per una parte della destra, questi obiettivi sono un credo impresso nel proprio DNA. E la forza di questo credo è tale da coinvolgere tanto l'area laica quanto quella d'ispirazione cristiana. E' un credo trasversale in tutto il centro destra di cui non si parla, presi come si è dalla boria di apparire. Ma tutto questo patrimonio, questa forza, questa spinta ideale c'è. Si sappia. Si sappia del connubio fra il dovere morale, quello politico e quello identitario. Si sappia che tutto questo non è nulla di nuovo o inventato. Si sappia infine che questa spinta ha origini lontane, talmente lontane da indurre spesso a non parlarne per paura che qualcuno ti potesse definire "nostalgico di..". Errore, perché così facendo, ecco che si compie con dolore l'abbandono di entrambi il lati della medaglia. Compreso quel lato pulito, rinnovabile, credibile e serio.
L'ALTRA DESTRA, QUELLA LOBBISTA, QUELLA DEL PRECARIATO - Esiste tuttavia anche un'altra destra, una destra anch'essa trasversale quanto quella precedente. O meglio, esiste un'idea alternativa alla precedente più cinica, che si fa meno scrupoli, che ha obiettivi leciti ma che utilizza metodi sbrigativi, inadeguati e controproducenti. Se non addirittura distruttivi. Parliamo di un'idea che la spara grossa: provando a non concedere per decreto il reintegro a quei precari che hanno patito per anni l'irrisolutezza della classe politica, imprenditoriale e dirigenziale. Precari dunque: un esercito di 2.189.000 persone, pari al 9,4% sul totale degli occupati (fonte ISTAT). Certo fa colpo il caso eclatante di Poste Italiane. Una marea di contratti a tempo determinato che pesano sul portafogli dell'azienda. Peccato che, prima di pesare sui portafogli, dovrebbero pesare sulle coscienze di chi ha portato Poste Italiane a questo punto. C'è però un altro (piccolo?) dettaglio: che questo provvedimento non inguaia soltanto i dipendenti di Poste. Ma assieme a loro, ci sono anche quelli di Ferrovie dello Stato, Alitalia e Rai. Soprattutto loro, che guarda caso, sempre dallo Stato dipendono. Una coincidenza? Mi chiedo: ma la colpa di tutto questo allora di chi è? Fa bene Brunetta a darci sotto con i fannulloni, se pur con troppa rigidità: crediamo nel merito, su questo ci siamo. Ma metter fannulloni e precari nello stesso sacco, non ci può star bene: è vero che un precario di tre mesi non è un precario di dieci anni, ma c'è altro. E' un evidente caso di squilibrio intellettuale fra chi vuole una cosa, e chi vuole l'altra. Ho conosciuto persone (assunti finalmente da alcune delle aziende prima citate) che hanno esultato all'età di cinquant'anni (!) per esser stati assunti dopo vent'anni di precariato. Vent'anni. E la cosa divertente di questi casi così plateali, è stato che prima di loro c'era chi aspettava da venticinque anni. Ma come siamo arrivati a questo punto? Di chi è la responsabilità? Quanto incide sul settore pubblico, e quanto invece sul settore privato? Cosa succederà ai lavoratori impegnati nel cosiddetto "lavoro atipico" ma che loro avrebbero volentieri ribattezzato "lavoro di M.". Che ne sarà dei progetti fatti dai singoli, dalle coppie o dalle famiglie in virtù di un reintegro per lo meno accarezzato più e più volte? Il precariato va combattuto alla fonte mentre va curato quand'è ormai posto in essere. Perché è questo un sistema che porta l'uomo a subire il ricatto, le costrizioni, che lo porta a vivere nell'infelicità e nell'impossibilità di capire cosa ne sarà di lui e del proprio futuro. Caro Silvio, occhio, perché portare avanti questa scellerata trovata parlamentare porta ad una sola strada: un vicolo cieco.

O.K.

10 commenti:

Anonimo ha detto...

Anche la social card è di destra.

Infatti si configura come un'elemonisina ai poveri (in gran parte anziani pensionati con il minimo INPS), anzichè il riconoscimento di un diritto ad un aumento della pensione.

La social card sarà uno stigma sociale. Presentarla nei negozi e in posta per pagare le bollette con un po' di sconto equivarrà a dichiarare la propria povertà e marginalità sociale.

Il tempo delle elemosine sembrava superato dal diritto di cittadinanza, invece torniamo indietro.

Anonimo ha detto...

Dal sito del Comune
Pino un tuo commento, grazie...Delirio di Potere?

Opera – 7 agosto 2008
Il sole d'agosto dà alla testa agli ex AN oggi nel PDL di Berlusconi.
Dopo la scelta del presidente Gianfranco Fini, in linea con i suoi dietro-front necessari a rifarsi il
trucco, di ricevere una delegazione omosessuale nel suo ufficio alla Camera per sancire la fine della
sua manifesta omofobia, è adesso il turno di Ignazio La Russa che spende parole di apprezzamento
per Bruno Ferrante quale garante della preparazione all'Expo di Milano.
Se dei gusti e delle pirolette di Fini poco ci importa, senza però dimenticare che solo dieci anni fa
avrebbe impedito "ad un maestro omosessuale di insegnare a scuola", ben più preoccupazioni
destano le parole del Ministro La Russa. L'ex Prefetto di Milano Bruno Ferrante, candidato anche
dal Presidente ex comunista Giorgio Napolitano alla governance dell'Expo, è stato per il
centrosinistra l'antagonista della Moratti alla corsa per la conquista di Palazzo Marino e si è
evidenziato negli anni trascorsi in Prefettura per una profonda ostilità nei confronti della Lega e dei
suoi sindaci.
Un nemico della Padania, che addirittura tentò la rimozione di un amatissimo Sindaco della
Brianza, che dovrebbe vigilare sull'imprenditoria ed il turismo, legati all'Expo, in quest'area del
nord motore dell'economia nazionale.
Siamo però certi che il ritrovato asse Bossi-Moratti ci salverà dallo strisciante meridionalismo di
sinistra che vuole mettere le mani sulla nostra Milano anche in occasione dell'Expo, evento tanto
atteso per il rilancio dei comuni dell'intera provincia lombarda.
L'ultimo esponente di AN a destare preoccupazioni agli operesi è il Capogruppo alla Provincia che
garantisce l'appoggio del suo partito al traballante centrosinistra di Penati.
La scellerata scelta di Giovanni De Nicola è motivata dallo stesso per la necessità di approvare quei
provvedimenti che non avrebbero la maggioranza. In primis il Consigliere di AN cita la necessità
"della Provincia di Milano di avere un altro inceneritore per non diventare come Napoli".
Strano modo di fare politica quello dei meridionali di AN che fingono di non volere un Italia uguale
dal nord al sud per depredare e snaturare sempre, e solo, la nostra Padania.
Da Opera suggeriamo al napoletano aennino De Nicola di proporre inceneritori nelle province
campane scordandosi la provincia di Milano ed i comuni lombardi dove il problema dei rifiuti lo si
batte con l'incremento e valorizzazione della raccolta differenziata.
Nessun appoggio quindi al Presidente di sinistra Penati noto a Opera solo per aver tentato di
trasferire nel nostro paese un campo nomadi di Milano.
Ettore Fusco - Sindaco di Opera

Anonimo ha detto...

Da settimane l'inceneritore Silla di Milano brucia migliaia di tonnellate di rifiuti campani, ma nessun leghista fiata o si oppone.

Così è facile superare le emergenze. Gli inceneritori campani possono aspettare, non c'è fretta, tanto ci sono i nostri.

Anonimo ha detto...

Ci sono novità sull'inizio dei lavori in via Ripamonti ?

Anonimo ha detto...

Attendiamo il commento.

Anonimo ha detto...

ADESSO se la prende anche con Decorato e la Moratti.
Ma che cavolo ha in testa?
Parliamone.. ed in fretta!

AREA BONIFICATA.. ha detto...

Pinuccio le vacanze sono finite..
dopo un mese al mare, al resort sun beach via canonica.. è ora di tornare a lavorare...

mi scusi.. ma i corsi di lingua e quelli di approccio con i condomini.. non li organizza?
ci acculturi un pò a noi rozzi ignoranti.

Anonimo ha detto...

Come sempre la Lega deve aprire la bocca per dare fiato!!!!!!

Roma Ladrona : ma non gli fà schifo a bossi prendersi i 12.000 € di stipendio oppure mandare il figlio al Parlamento Europeo

Dov'è finita la legge se non si giudica a processo una persona che dice frasi tipo: "prenderemo i fucili per farci sentire" - "Se non ci sarà il federalismo, lombardi prendiamo le armi" non è istigazione alla violenza e alla lotta armata?
Ma si sà, noi di destra non possiamo fare nulla che ci sentiamo additare di "apologia del fascismo" ma c'è chi costituisce le camice verdi o di imbracciare le armi..............

Anonimo ha detto...

Ma cosa vuoi che gliene freghi dei 12000 euro rispetto all' EXPO.
Capito mi hai?
La LOTTA è LI
Chi vice governa e governerà.
Posti di lavoro.. cordate, sponsor, soldi per le campagne elettorali. Insomma la catena del consenso.
Potere ante omnia
La domanda che sorge spontanea è ..ma per chi lo fanno.
Per me, per te..forse. E me lo auguro.
Sta di fatto che, da che mi ricordi, nessun Sindaco ha mollato il suo lavoro. L'attuale primo cittadino fa solo il sindaco.
E con quale stipendio?
Brunetta docet.
Ma torniamo a noi.
Uno strumento valido per il voto, che costa poco, è per esempio, il tema della prostituzione. Lo sanno tutti che è gestibile, ma non risolvibile. Fa però consenso.
Il consenso porta voti; i voti portano soldi.
La siura Maria, il target di Fede,per capirci, è molto sensibile a questi temi.
Poi si strumentalizza il tutto se ne fa un vessillo,uno slogan acchiappa voti facili. Se qualcuno non capisce..oppure lo pretende si insiste, si alza il tono, insomma si rompono le palle.
Adesso pero servono temi forti sempre più forti.Occorre superare il rumore di fondo.Cosa vecchia e già vista.
Staremo a vedere fino a che punto la gente è disposta a passare da deficiente.(da deficere) mancanza di conoscenza.
Vuoi vedere che ad ottobre si darà la caccia ai Gay di Opera?
A da passà la nuttata!

Anonimo ha detto...

La furbetta col grembiulino vuole farci credere che diminuire gli insegnanti alle elementari (che sono l'unico ciclo delle scuole italiane che funziona benissimo, al sesto posto nelle classifiche mondiali) migliorerà la scuola.

La gente non è stupida, le "sciure Maria" sanno dare prova di grande realismo quando è il momento, non sottovalutatele.

Presto, molto presto, sarà evidente a tutti che i "tagli delle spese improduttive" sono in realtà tagli dei servizi ai cittadini, non tagli delle spese della politica.

Dell'abolizione delle province non si parla più, anzi si aggiungono le aree metropolitane, così ci saranno ancora un po' di poltrone da distribuire.