giovedì 27 dicembre 2007

BUONE FESTE!


Tratto da operANdo di Dicembre '07

Dobbiamo essere onesti: lo scorso anno avevamo tutti creduto che Babbo Natale ci avesse tirato la grande burla. Che si fosse dimenticato di noi. Dov’era andato a finire quell’amabile vecchietto sempre in forma che portava doni ai bambini per annunciare e festeggiare la nascita di Gesù Bambino?

Non sappiamo se Prodi, nella sua finanziaria del 2006, avesse previsto pure tagli nei suoi confronti. Di certo chi ha provato a sostituirlo ci ha fatto passare delle festività molto travagliate. Chi non si ricorda il Presepe vivente tanto voluto per noi cittadini operesi? Qualche male lingua sostenne addirittura che mancasse l’asinello per la rappresentazione completa.

In realtà Babbo Natale lo scorso anno non si era affatto dimenticato di noi. Anzi, ci è rimasto a fianco per molto tempo, regalandoci il più bel dono che si potesse desiderare: una Comunità.
Una comunità vasta, che ha coinvolto persone di ogni età ed estrazione sociale. Gente che non si sarebbe mai conosciuta altrimenti e che ad un anno di distanza ha ancora il piacere di incontrare quelle persone con cui ha condiviso un’esperienza di difficile rimozione.

Ma esperienze simili si vivono una volta sola! Quindi, caro Babbo Natale, se fra le milioni di letterine che i bambini ti scrivono, ti dovesse capitare questo opuscolo tra le mani, sappi sin da ora che ti accoglieremo come sempre a braccia aperte, anche nella tua versione più tradizionale che noi tutti abbiamo conosciuto. Mai come quest’anno Opera per le festività chiede serenità. Pretendiamo troppo?

lunedì 24 dicembre 2007

MAI COME QUEST'ANNO...BUON NATALE!




venerdì 21 dicembre 2007

21 DICEMBRE 2007: UN ANNO DOPO


E' incredibile vedere che, a un anno dalla rivolta popolare operese contro l’amministrazione, non solo se ne parli, ma si organizzino più eventi per ricordare l’anniversario di quella serata.

Dietro il Comune, infatti, verrà allestito dalle 19 di questa sera un gazebo da quei ragazzi e signori che hanno costituito lo “zoccolo duro” del Presidio (o comunque la maggioranza di questi). Grigliata e bevande assicurate per chiunque si avvicini a festeggiare in maniera goliardica la serata.
L’altro appuntamento, scoperto ieri tramite un volantino, è dedicato alla presentazione ufficiale del Circolo della Libertà “Pegasus” al centro civico operese dopo le 21 che sfrutta la data, considerata ormai storica, per farsi conoscere dalla propria cittadinanza.

La cronaca di cosa successe è nota e ne riparleranno tutti: la volontà di installare un campo nomadi a Opera scatenò la reazione dei suoi abitanti. Centinaia di cittadini contestarono duramente il sindaco diessino durante il Consiglio che, infastidito, sospese la seduta consiliare.
Un nutrito gruppo di persone si spostò così dal Municipio verso il campo rom in allestimento dando fuoco a sei tende e smantellando le rimanenti. La tendopoli venne ricostruita e la comunità rom la occupò pochi giorni dopo. Ma quella sera si formò idealmente quello che tutti hanno conosciuto come Presidio di Opera che stazionò davanti al campo nomadi per più di cinquanta giorni come forma di protesta.

Posso solo dire a mente fredda che se Opera non avesse reagito in maniera così forte e decisa:

  • oggi avremmo una tendopoli trasformata in baraccopoli. Di questo abbiamo avuto l’ultima conferma dall’assessore provinciale Corso (Comunisti Italiani) che non più tardi di un mese fa, in diretta televisiva, sostenne che Opera doveva essere il primo esperimento per spostare DEFINITIVAMENTE i campi nomadi in tutta la provincia di Milano;

  • molti altri paesi e città non avrebbero trovato il coraggio di manifestare apertamente il proprio dissenso verso campi nomadi abusivi come invece è avvenuto successivamente agli eventi operesi in molte regioni italiane;

  • non ci sarebbe stato quel tam tam mediatico avvenuto nel tempo che ha portato alla ribalta nazionale la problematica sociale dei campi nomadi ed ha costretto il Governo ad attivarsi per produrre un decreto legge sulle espulsioni anche dei cittadini comunitari. Purtroppo però la stessa maggioranza di centrosinistra è riuscita a farlo decadere in questi giorni a causa di visioni interne troppo frastagliate e per quella norma anti-omofobia considerata dallo stesso Napoletano anticostituzionale.

Per questo motivo anche quest’anno starò a Opera, rinunciando a festeggiare il classico solstizio d’inverno in cui – ironia della sorte - si celebra l’evento intorno a una croce celtica infuocata, così come richiede la tradizione.

mercoledì 19 dicembre 2007

PICCHIARE UN FASCISTA E' REATO

Ricevo e pubblico

Incredibile ma vero: picchiare un fascista è reato. Lo ha stabilito la Cassazione con una sentenza che, via blog, ha già suscitato il mugugno dei movimentisti. Poveri ragazzi, si sono visti contestare il loro argomento preferito, cioè la spranga. D'ora in poi, correranno qualche rischio continuando a comportarsi da maramaldi ma sentendosi eroi, com'è accaduto al G8 genovese nel 2001. Quello stesso anno quattro militanti della destra radicale si presentarono la mattina del 25 aprile in piazzale Loreto, a Milano, con l'intenzione di deporre, sul luogo della macelleria messicana, una corona di fiori in ricordo della Buonanima. La voce che preparavano un gesto dimostrativo girava da giorni. Così trovarono, ad attenderli, alcuni appartenenti ai centri sociali, che li hanno conciati per le feste. All'ospedale finirono in due, uno con fratture serie.

Sei anni dopo il pestaggio, il Palazzaccio ha confermato la condanna inflitta dalla corte d'appello di Milano a uno degli aggressori, che aveva invocato, a sua difesa, «motivi di particolare valore morale e sociale», derivanti dalla provocazione ricevuta e dal «ripudio del fascismo che informa la Costituzione repubblicana». Ma i motivi politici, per loro natura, ha osservato la Cassazione, non sono unanimemente condivisi e quindi non si può attribuire loro il valore «morale e sociale» di cui parla la legge. Idem per la provocazione, in quanto non direttamente rivolta all'imputato, ma all'antifascismo, che si deve intendere quale «sentimento diffuso» legato all'attuale ordinamento; per questo nessuno, in suo nome, può sentirsi autorizzato a usare le maniere forti. Che bastonare gli avversari politici sia un reato senza attenuanti dovrebbe costituire, in un Paese civile, un principio sul quale non si discute. Da noi, invece, desta scalpore che sia stato ribadito in un'aula di giustizia. Una parte dell'opinione pubblica continua infatti a propugnare spavaldamente il contrario, quando va bene proclamandosi custode di una democrazia che nega con il suo comportamento, quando va male atteggiandosi a vittima. Si tratta di una minoranza esigua, che in una parte della sinistra gode tuttavia di simpatie e connivenze, ben oltre i confini della Cosa rossa, nella quale sono confluiti anche i movimentisti d'ogni osservanza.

La destra, negli ultimi quarant'anni, ha pagato duramente il prezzo dell'antifascismo militante che, dal Sessantotto in poi, ha costituito uno tra i più pericolosi detonatori del terrorismo. Lo Stato, quando chi colpiva alzava il pugno chiuso, guardava da un'altra parte. Non è possibile, per esempio, dimenticare il processo farsa agli assassini di Sergio Ramelli, che se la cavarono a buon mercato. Oggi, quella turpe stagione è finita negli archivi della storia. Ma di strada da fare ne resta molta. Contro la fin troppo mite sentenza sui disordini al G8 si è levato un coro di lamenti. Su questa già non mancano i malumori. Speriamo che, nei giorni convulsi che precedono il Natale, ci venga almeno risparmiato il corteo di protesta con inevitabile contorno bombolettaro.

lunedì 17 dicembre 2007

CROCE ROSSA: DOPO OTTO ANNI LA PRIMA PIETRA


Da anni la sezione operese della Croce Rossa Italiana risiede in una stanzetta nel Centro Civico “Madre Teresa di Calcutta” a Noverasco. E’ possibile notare le autoambulanze all’esterno del complesso. I volontari, che raggiungono quasi le cento unità, da anni lamentano una locazione inadeguata per poter offrire un degno servizio alla cittadinanza.

Più di una volta gli operatori hanno dovuto fare i corsi di pronto soccorso nei corridoi della struttura nonostante la presenza di altre associazioni. Una difficile convivenza quindi per chi offre un servizio gratuito al proprio paese 24 ore su 24 aggravata ancor di più il giorno in cui ignoti bruciarono un’autoambulanza che sostava nel parcheggio pubblico.

La necessità di uno spazio indipendente diventava nel tempo sempre più comprensibile per la sezione operese che si adoperò per progettare una nuova sede anche grazie ai finanziamenti della Croce Rossa Italiana che assicuravano la copertura di una buona parte delle spese per la costruzione.

L’amministrazione comunale in questi anni si preoccupò di tutto tranne che dell’ampliamento della Croce Rossa e di certo non ha mai previsto un finanziamento che potesse servire a coprire tutte le spese per il complesso progettato. Comunque sia la sezione di Opera ieri è riuscita nell’epica impresa di posare la prima pietra. Tutto questo in soli otto anni, un successo direi!

La targa è stata quindi scoperta davanti al sindaco Ramazzotti e gran parte della maggioranza di centrosinistra. Assessori e consiglieri, tutti presenti in vista di una campagna elettorale ormai prossima. Lo striscione era stato appeso nella primavera scorsa sulla rete che circondava l’area circense, probabilmente per avvertire cittadini inferociti per il precedente uso improprio di quel fazzoletto di terra.

La mancata collaborazione tra Croce Rossa ed ente comunale si è resa maggiormente evidente ieri dove, fra tutti i componenti della coalizione di centrosinistra presenti, fra assessori e consiglieri pronti a sostenere un Sindaco in fascia tricolore, mancava proprio l’assessore ai servizi sociali e alla sanità Armelloni, l’unico forse a mostrare quel briciolo di dignità nei confronti di chi – purtroppo – non ha mai né seguito, né sostenuto attivamente.

La speranza è che non passino altri otto anni per l’inizio del cantiere ed altri otto per vedere sorta a tutti gli effetti la nuova sede. Ma questo dipenderà molto anche dalla sensibilità verso il sociale di chi amministrerà Opera nei prossimi anni.

giovedì 13 dicembre 2007

AD OPERA NASCE "LA SINISTRA"


Come ho sempre promesso, per diritto di cronaca, tutti i comunicati che ricevo li pubblico volentieri anche se giungono dalla parte avversa alla mia, soprattutto sul campo dei valori e degli ideali. La nascita di un nuovo soggetto politico ad Opera, penso che meriti attenzione.
Quanto riportato sotto è stato letto in Consiglio Comunale a fine Novembre, prima ancora della costituzione a livello nazionale de "la sinistra - l'arcobaleno" più facilmente riconoscibile come "Cosa Rossa".

"Il documento vuole essere l’atto di presentazione di una nuova realtà politica organizzata ad Opera, la Sinistra, frutto della collaborazione attiva tra il partito della Rifondazione Comunista, il partito dei Comunisti Italiani e pezzi dell’associazionismo di Opera. La nostra volontà nell’assumere questa iniziativa è di creare un luogo di confronto per quella sensibilità sociale e diffusa nella nostra collettività che non si arrende alla necessità di tenere aperto l’orizzonte del trasformazione politica verso un vivere collettivo basato sull’uguaglianza e sulla giustizia sociale.
Non ci proponiamo come realtà identitaria asfittica, al contrario siamo così ambiziosi da pensare che oggi più che mai il tema dei diritti delle lavoratrici e lavoratori, dei pensionati e delle pensionate, dei nuovi diritti di cittadinanza e di genere, la lotta contro lo sfruttamento parola antica ma oggi tragicamente di attualità rappresentino la vera sfida per una politica che voglia avere un legame vero con la società. Il nostro è un percorso in costruzione non certo un punto d’arrivo. Un percorso che vuole essere collettivo e partecipato, aperto e a tutte e a tutti i cittadini che rifiutano lo stato delle cose presenti, caratterizzato da isterici proclami securitari, nuove e più devastanti forme di svilimento del mondo del lavoro attraverso una precarietà che si è ormai esistenziale e da una mercificazione della vita che ancora una volta individua il corpo femminile come terreno del conflitto per la affermazione di una pratica familista e autoritaria e spesso clericale.
Questo scenario ha profonde ricadute anche nella sfera politica con il tentativo di archiviare il patrimonio storico e ideale della sinistra, sarebbe questa opzione la morte della democrazia, il consolidarsi di un sistema politico chiuso alle esigenze materiali e ideali del mondo del lavoro e al protagonismo delle giovani generazioni nate politicamente a Genova e sviluppatesi con la ferma opposizione alla assurda guerra globale. Noi rivendichiamo con orgoglio di essere al contempo i figli della resistenza antifascista, delle storiche lotte sindacali e del movimento anti-globalizzazione e per la pace. Queste aspirazioni senza una sinistra autonoma e organizzata, sarebbero senza voce e noi questo non possiamo permetterlo e non lo permetteremo. Qual sarebbe il nostro vivere collettivo se più nessuno comprendesse e provasse ad elaborare risposte concrete al dramma della mancanza di lavoro, al dramma delle giovani generazioni che hanno di fronte una vita di lavoro poco qualificato, peggio pagato e quasi senza diritti; ai continui attacchi all’autodeterminazione femminile, alla marea montante razzista e omofobica che sta colpendo il nostro paese. Sarebbe un incubo.
Per questi semplici motivi è indispensabile la Sinistra. Anche agli altri del Partito Democratico infatti sembra non essere troppo proiettati alla governabilità come valore in sé, non valorizzando a sufficienza la necessità di riprendere un cammino per riconquistare nuovi diritti nel lavoro e nella società. C’è bisogno di più sinistra perché c’è bisogno di più diritti. Anche in una realtà come Opera, senza una sinistra, vi sarebbe il consolidarsi degli interessi particolari, della politica del puro amministrare senza pensione di ideale e senza aspirazione all’uguaglianza che il vero motore del cambiamento è il solo lievito per la crescita di una nuova coesione sociale anche a livello di Ente locale. La nostra scelta non si nutre solo delle difficoltà del quadro generale, al contrario il suo elemento primo è l’entusiasmo e l’energia sprigionata dal milione di donne e di uomini che si sono ritrovati insieme il 20 Ottobre, dalla forza delle migliaia di donne che hanno attraversato Roma il 24 Novembre, dalle oceaniche manifestazioni per la pace che hanno scandito questi ultimi anni. Anche a Opera questo nostro impegno non può essere chiusa la porta alla nuova volontà di cambiamento, di pace, di diritti e di giustizia sociale che sta attraversando i nostri tempi."

lunedì 10 dicembre 2007

NUOVO PRESIDENTE TERRITORIALE PER AZIONE GIOVANI OPERA


Dopo dieci anni il cambio generazionale diventa scontato. Ancor di più se si parla di un movimento giovanile attivo, aperto e basato sulla meritocrazia dei suoi militanti. Sono molto orgoglioso di aver contribuito alla crescita del circolo operese di Azione Giovani, diventato in questo decennio, uno dei più grossi di tutta la Provincia di Milano.

Non è stato infatti un caso che alle ultime elezioni amministrative del 2003, da neofita della politica istituzionale qual’ero, fui il secondo più votato tra le file del “Polo per Opera” e per questo nominato consigliere comunale.

Negli anni A. G. è riuscita a far parlare Opera delle tematiche a noi care da sempre: è entrata nelle scuole raccontando cosa fossero le foibe agli studenti, nella maggior parte dei casi ignari di quegli eventi storici. Ha distribuito materiale che ricordasse la caduta del Muro di Berlino. Ha conosciuto e sposato la causa irlandese dell’Ulster organizzando pure una festa di San Patrizio nel territorio. Allo stesso tempo ha contestato le varie marce della Pace sovvenzionate dal nostro Comune e si è schierata moralmente con i ragazzi che protestavano per la chiusura della vecchia “Coope”.

Talvolta Azione Giovani si è anche trovata a remare contro il proprio partito come in occasione del referendum sulla procreazione assistita; mentre il Presidente Fini lo promuoveva favorevolmente, il circolo di Opera produsse un volantino che chiedeva esplicitamente l’astensione. Risulta infine inutile ricordare la propria presenza durante tutti i cinquanta giorni di protesta contro il campo nomadi imposto dal sindaco Ramazzotti con il placet di tutta la sua giunta.

Comunque sia A. G. è sempre stata viva, attiva e tale dovrà rimanere ancora per molti anni. Per questo, con l’avvicinarsi del mio ventottesimo compleanno, passo il testimone a Davide Ninino, ventiduenne senza esperienza ma molta passione politica; come tutti noi all’inizio di questa splendida avventura. Sarà suo il compito di portare nuova linfa al movimento operese consapevole comunque di poter contare sull’aiuto di chi in questi anni ha dato e continuerà a dare tanto per la destra giovanile operese.
L'ufficialità verrà data domani sera alla trattoria "La Folla". Chiunque volesse partecipare alla cena sarà ben accetto. Basta presentarsi al locale per le 20.30; una mail di conferma, comunque, sarebbe gradita.

martedì 4 dicembre 2007

LA CARTOLINA DI OPERA: I DISAGI DEL NUOVO QUARTIERE RESIDENZIALE

Il futuro del nostro paese era già stato scritto da un bel pezzo anche se nei consigli comunali qualcuno faceva orecchie da mercante sostenendo che le palazzine del nuovo complesso residenziale non avrebbero oltrepassato i quattro piani. L’ultimo lotto edificabile prevede infatti la costruzione di due “torri” all’ingresso di Opera. Due bei palazzoni di una decina di piani ciascuno che diverranno la tanto decantata cartolina di Opera voluta dal nostro Sindaco Ramazzotti. E pazienza se il nuovo contesto urbano circostante grida vendetta davanti a quei futuri colossi.

Ieri, 3 Dicembre, presso l’aula consiliare, si è svolta un’assemblea per la presentazione finale del quartiere. I residenti delle rispettive vie (Moneta, Bovet, Golgi) speravano nella risoluzione delle problematiche che vivono quotidianamente.

Innanzitutto la messa in sicurezza della zona: sono disseminati fili d’acciaio sporgenti dal terreno pericolosi, specialmente in quelle parti buie dove l’illuminazione pare ancora un miraggio ad oltre un anno dall’insediamento dei cittadini.

Altro fattore rilevante è la roggia a cielo aperto che, oltre a trascinare sporcizia offrendo uno spettacolo visivo indecoroso, conduce problematiche igienico/sanitarie causate dalla presenza di topi e nutrie.

Le richieste dei cittadini di pulire la zona, illuminarla e di coprire la roggia (come è già stato fatto in molte altre parti del paese tra l’altro, ndr) appaiono assolutamente legittime e di prioritaria importanza.

Non da meno comunque sono da considerarsi i disagi relativi alle isole ecologiche che, nonostante siano state costruite, non vengono considerate proprio dagli operatori di settore da ormai due anni costringendo così i cittadini a lasciare i rifiuti in mezzo alla strada.

Altra problematica evidenziata nel corso dell’assemblea, ma già nota da tempo all’amministrazione, è quella inerente la viabilità; ci sono infatti strade a doppio senso di circolazione troppo strette che non consentono il transito a due autovetture contemporaneamente.

Infine i parcheggi già insufficienti nonostante il quartiere non sia ancora abitato completamente. A tal proposito mi preme sottolineare come nell’Aprile 2006 Alleanza Nazionale avesse già richiesto (purtroppo inutilmente) lo studio di un parcheggio nello spiazzo che corre tra la via Moneta e la Statale 412.

Davanti a tutte queste problematiche prioritarie e ampiamente discusse da tempo, è risultato sconcertante l’atteggiamento del sindaco e degli assessori che gli sedevano accanto. Questi importanti disagi percepiti dalla cittadinanza non sono stati affrontati dalla nostra amministrazione che si è però preoccupata di illustrare il progetto delle piste ciclabili che sorgeranno nella zona insieme alle due torri già citate inizialmente. Le strade ciclo/pedonali sono l’ultimo pensiero di quei residenti visto quanto elencato sino ad ora. Comprensibile quindi il loro sdegno espresso durante l’assemblea, ma non si preoccupino perché tutto questo rientra nella cartolina di presentazione del paese voluta dal nostro sindaco: complimenti a lui!